Equilibrio

Potrà rinascere qualcosa di buono da questa terra sfruttata e martoriata

potrà vivere di rinnovato ossigeno e di visite dall’alto,

gli angeli potranno tornare fra gli umani illuminando di sagge decisioni teste atrofizzate

in questo tempo bloccato nel tempo ci sarà una svolta.

Siamo il seme che può germogliare nel bene e nel male.

Potremo scegliere solo una via,

ristabilendo l’equilibrio che riporterà al vero significato della vita donata e non pretesa.

La dolcezza nel cuore

Vorrei ritrovare la dolcezza nel cuore

la flebile fiammella che scalda la stanza e profuma l’aria di lavanda,

il lieve dolore sbiadito nel tempo che lascia posto all’amore

la leggerezza dell’infanzia che mai ho vissuto.

Vorrei solo riposare in un prato fiorito.

Vorrei una pozione per dimenticare il mare scuro dei ricordi

vorrei dar spazio alla pace che anelo da ogni vita passata.

Non esiste più il fresco sorriso se non nelle fotografie congelate negli anni.

Vorrei liberare la mia anima sofferente dalla malinconica esistenza,

per lasciare solo il posto alla dolce melodia della dolcezza nel cuore.

Riflettiamo… ( ennesimo post senza la possibilità di commentare, non per scelta personale ma per problemi wordpress)

“Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare…
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop.
Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.
Sappiamo ancora cosa farcene? In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunita, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo.”(Riflessione del dott. F.Morelli)

Giornata Mondiale della Natura Selvatica🍃🐾💚🦌🦝🐻🍂🌵🌲❤

Il cuore può essere coltivato.

Così come viene potata una pianta selvatica, possiamo recidere i rami secchi della nostra vita, assorbire acqua pulita e ridare vita al terreno.

Possiamo farlo battere in un territorio arido intriso di aria grigia e stantia oppure possiamo scegliere di donare al nostro cuore un intenso colore rosso, farlo battere a tempo di musica, riempiendolo di ossigeno puro e rinnovato.

Tutto dipende da come coltiviamo il nostro terreno interiore.

Il cuore può essere coltivato, ma sta a noi capire se vogliamo trasformarlo in una bellissima pianta con fiori meravigliosi

o vogliamo lasciarlo ramificare in una pianta carnivora con fitte spine taglienti.