Lubiana La perla verde della Slovenia Città Protetta dal grande Drago.

Una città che mi ha colpito molto, è la sempreverde Lubiana, capitale della meravigliosa Slovenia, tanto da meritare assolutamente un articolo del blog🤓

Adoro i draghi e le loro leggende (quindi magari sono di parte😝) Ma vi assicuro, che Lubiana è molto caratteristica e piacevole da visitare, come il resto della Slovenia merita tutto il vostro interesse….

Cito di seguito, alcune informazioni prese sul sito della città, per darvi qualche nozione storica e mitologica. Buona lettura👀💜🐺

La leggenda sulla nascita di Lubiana

  • Secondo il famoso mito greco, l’eroe Giasone e i suoi Argonauti, che avevano trovato il famoso “Vello d’oro” nella Colchide ( per altri, l’aveva rubato al Re Aites ) si sarebbero poi diretti a nord, con la barca Argo, lungo il fiume Danubio, invece che verso il Mar Egeo. Dal Danubio si sarebbero diretti verso il suo affluente Sava, fino poi alla sorgente del fiume Ljubljanica. Essi demolirono la loro barca per poterla trasportare fino al Mar Adriatico, che si trova più a ovest, al fine di ritornare a casa. Entro i comuni dell’attuale Nauporto e Lubiana, gli Argonauti trovarono un grande lago circondato da una palude. Qui Giasone trovò un mostro. Questo mostro è il drago di Lubiana, che è ora presente sullo stemma e sulla bandiera della città.

    Diversi draghi alati decorano ad esempio il Ponte dei Draghi (Zmajski Most).

  • Questo ponte, costruito tra il 1900 e il 1901, è opera di Jurij Zaninović . Il drago (o Lindworm, creatura mezzo serpente e mezzo drago) è anche un simbolo della vicina città austriaca di Klagenfurt, che è stata per secoli il grande centro spirituale sloveno. A causa di questa vicinanza, la leggenda del drago di Lubiana e del Lindworm di Klagenfurt sono spesso comparate e connesse. Inoltre, le leggende sono state trattate in modo simile nelle due città in termini di araldica: i blasoni sono in entrambi i casi due draghi verdi, posti su un fondo rosso e associati ad un edificio.

    Ora vediamo nel dettaglio la leggenda del “Lindworm“serpente/drago.
    Mi soffermo per interesse personale sull’etimologia della parola e sulle varie leggende legate al Drago, che sembrano collegare diverse città nel mondo. In questo caso Lubiana e Klagenfurt.

    Il LINDWORM

    forma anglicizzata del proto-norreno linnormr (linn, coniugazione di “costrittore” e “ormr”, “serpente”), detto anche lindorm o linnorm nelle lingue scandinave e lindwurm in Germania, è una creatura leggendaria simile ad un drago serpertiforme , appartenente alla mitologia nordeuropea . Si crede che simboleggiassero la guerra, le pestilenze e simili sciagure. Normalmente sono rappresentati senza ali e dotati di due zampe, sebbene i loro attributi non fossero ben definiti neanche all’interno dello stesso contesto culturale e mitologico.

Creature dalle descrizioni simili sono abbastanza diffuse in svariate tradizioni e in diversi periodi storici.

Nel folklore della civiltà nell’Oxus (ora Amu Darya) tra il 2500 e il 1700 a.C., vi era un drago-serpente in grado di prendere forma umana, noto anche come “lo sfregiato”, per come fu sottomesso, da una divinità battriana benefica, tramite un taglio nella guancia destra.

Creature con tratti affini a serpenti o mostri marini sono a volte presenti sia nella mitologia greca e poi romana (come ad esempio Pitone), che nei testi religiosi ebraici, con connotazioni fortemente negative.

Ne Il Milione, Marco Polo descrive una creatura simile abitante le steppe dell’Asia centrale, sebbene alcuni autori abbiano avanzato l’ipotesi che stesse descrivendo un grosso coccodrillo.

Il Tatzelwurm, una creatura leggendaria dell’arco alpino, si distingue dal lindworm per le dimensioni più ridotte (sotto i m 1,5).

Il Drago Asiatico condivide diverse caratteristiche esteriori col lindorm, ma si differenzia per la simbologia, che invece è benigna.

Nella mitologia di molte culture native americane è presente L’ Unktehila, o Uktena, il serpente cornuto.

Il Lindorm, se rappresentano con le ali, è difficilmente distinguibile dalla Viverna.

LA VIVERNA
È una creatura leggendaria rappresentata come un rettile alato, simile al drago della tradizione europea, dal quale differisce per l’assenza delle zampe anteriori e per la parte posteriore simile a un serpente con la coda uncinata. Solitamente non soffia fuoco (ma vi sono numerose eccezioni) ed è di dimensioni non troppo grandi. Caratteristica peculiare è la presenza di un uncino o un pungiglione all’estremità della coda, capace (in alcuni rami delle leggende) di iniettare veleno mortale o paralizzante.

Tradizionalmente hanno intelligenza e comportamento simili a quelli dei gatti: durante il rinascimento erano considerati il tipo di creatura più utile per la stregoneria, per la loro affinità con gli incantesimi.

Presenti anche nella mitologia africana, dove sono considerate presagio di sventura, si crede tradizionalmente che si nutrano di elefanti, rinoceronti, ippopotami o occasionalmente di gruppi nomadi umani.

Sono stata tentata dal creare la mia faccia/gif😱 e direi che il risultato è abbastanza spaventoso😂😂😱

Dopo questo stacco emozionante🙄😵😅 concludo l’articolo, con le foto scattate a Lubiana e una mia riflessione poetica sul Drago💜

DRAGO

Drago bianco

Maestosa è la tua figura

Temuto e venerato

Creatura magica dotata di poteri ultraterreni

Esprimi la tua possente ira illuminando di fuoco la terra
Quasi mai compreso dalla gente vuota sei libero di volare mostrando la tua superiorità.

Ali enormi si muovono nelle nubi dense di fumo, creando onde d’aria dall’intenso odore di cenere.

Sei il compagno dei maghi,

Gigante dei cieli

Rimarrai nel tempo avvolto dalla tua leggenda.

Morganadragonfly💜

Procida… Profumo di limoni di pane e mura consumate dal mare… Origini che non si perdono nel tempo…

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Caratteristica isola dall’architettura mediterranea, Procida non ha nulla da invidiare alla vicina Ischia, con le sue case colorate che si affacciano sul mare, vieni ricordata da molti per “Il Postino di Neruda” film di Massimo Troisi e Michael Radford.

Storia di Procida.

Le origini del nome dell’isola si perdono tra realtà e leggenda. Tra le ipotesi più suggestive c’è quella che fa derivare il nome Procida dal greco “prochetai” cioè giace; infatti se si guarda attentamente la morfologia dell’isola ci si accorge che essa sembra giacere coricata e sdraiata nel mare. Altri ancora fanno derivare il nome da quello di una nutrice di Enea di nome Procida, che qui vi fu da lui sepolta.

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Parco Nazionale d’Abruzzo, pura energia dal panorama mozzafiato!

Ho iniziato con i boschi… Perché nella natura nasce la mia esistenza🌲☀❤

Il Parco Nazionale rappresenta una vasta area del territorio abruzzese, salendo verso Pescasseroli si entra nella favola verde. Gli abitanti, persone apparentemente dure e burbere, sono invece aperti e socievoli ai visitatori esterni.

Una tappa da fare assolutamente se siete amanti della natura e volete respirare aria fresca, dopo settimane nel traffico della città.

Vi consiglio di svegliarvi presto la mattina per assaporare l’ odore del bosco e godere della luce nelle prime ore del giorno.

Nel parco sono presenti numerose specie differenti di piante e di animali, con un po’ di fortuna potrete incontrare l’orso marsicano, un cervo o magari qualche camoscio arrampicato nella parte più rocciosa chiamata appunto “camosciara”.

Se invece appartenete a quella piccolissima parte di persone davvero fortunate, potrete fare un incontro speciale con il mio animale preferito in assoluto, animale quasi invisibile all’interno del parco… Sto parlando dello straordinario Lupo.

Presto scriverò un articolo dedicato a lui, perché merita la mia totale attenzione. Per ora vi lascio dare un’occhiata alle foto che ho scattato passeggiando per il parco.

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