L’ Acropoli di Atene

Per antonomasia il simbolo di Atene è la maestosa Acropoli (Akro Poli) “città che sta sopra”, considerata un’ eredità culturale unica nel suo genere, nonché Patrimonio UNESCO dal 1987. Il profilo del Partenone ne fa da padrona, aprendo il sipario storico dell’antica Grecia, un viaggio verso un’affascinante epoca.

Conosciuta anche con il nome di Cecropia in onore del primo re ateniese Cecrope, spicca sulla capitale a 150 metri di altezza e la rende avvolta da un alone di sacralità.

Fu un’epoca vittoriosa quella di Pericle (495-425 a.C.) a tratti tormentata, nata come fortezza, l’ Acropoli ha vissuto assedi, restauri inadatti e catastrofici incidenti, in particolare i bombardamenti veneziani del 1687, che ridussero il Partenone in un ammasso di macerie. Malgrado ciò, la forza di questo sito archeologico è rimasta ancorata alla sua possente struttura, ancora oggi, continuano i restauri come potete vedere nelle mie foto, scattate qualche settimana fa.

Propilei

Monumentale ingresso dell’ Acropoli, che apre la Via Panatenaica, formato da colonne e portici in stile ionico e dorico progettati dall’architetto Mnesicle.

Tempio di Atena Nike

Progettato da Callicrate, è la struttura più piccola dell’Acropoli, costruita in marmo pentelico. Ha subito uno smontaggio completo nel 2003, per via di errato restauro. Come si può notare dalla foto, la differenza fra gli elementi preesistenti ed i successivi è evidente.

Partenone

Simbolo della democrazia ateniese è un binomio fra perfette proporzioni e armonia. Tempio dorico, più grande mai costruito è situato sulla parte alta dell’Acropoli. Opera degli architetti Ictino, Callicrate e Mnesicle, la cui supervisione fu affidata a Fidia.

Eretteo

Il famoso Santuario dell’Eretteo, deve il nome al mitico re ateniese Erittonio e rappresenta un importante fulcro dell’Acropoli. Monumento sacro alla dea Atena, è costituito da una fila di sei colonne anteriori, mentre nella loggia a sud si trovano le sei colonne a forma di statue chiamate Cariatidi, copie in gesso delle originali; di cui cinque conservate nel Nuovo Museo dell’Acropoli e la sesta nel British Museum di Londra.

La mitologia racconta che in questo luogo si svolse la disputa fra Atena e Poseidone, qui si custodivano su una roccia l’impronta del Tridente del dio, un pozzo di acqua salata da cui sarebbe uscito il cavallo, dono di Poseidone e l’olivo donato dalla dea Atena alla città.

Teatro di Dioniso

Nell’area dell’Acropoli sono presenti due teatri; il teatro di Dioniso, opera di Licurgo è posto nella parte bassa e può ospitare circa 17 mila spettatori. Nel periodo tra il V e il IV secolo a.C. fu il teatro più importante della Grecia, dove importanti autori, fra cui Sofocle, Euripide, Eschilo (drammaturghi) e Aristofane e Menandro (commediografi), misero in scena le loro opere. Cadde in disuso sino ad epoca Romana.

Teatro di Erode Attico

Definito “teatro-gioiello” offre una vista incantevole della città. Dedicato da Erode alla moglie Regilla, conteneva circa 5000 persone ed era utilizzato soprattutto per concerti musicali. Dopo il restauro degli anni’ 50 divenne uno dei maggiori auditorium del Festival Ateniese, ospitando artisti del calibro di Maria Callas, Maurice Béjart, MikÄ«s TheodōrakÄ«s, Herbert von Karajan e la filarmonica di Vienna.

Vi consiglio di visitare oltre al Nuovo Museo dell’Acropoli, anche il Vecchio Museo, che si trova di fronte al Partenone.

Atene è una città estremamente caratteristica, posso dirvi con certezza, mettendo da parte il mio amore personale per la Grecia in generale, che Atene ha una forte attrattiva. Ci sono numerosi locali, ristoranti, e ritrovi per i giovani. Ma del suo fascino street art, parlerò in un altro articolo.

Incanto

L’incanto del tuo viso mi ricorda melodia d’organo

la luce dei tuoi occhi arriva dove le parole non possono arrivare..

vederti ridere riempie il mio cuore di gioia infinita.

Fotografia di un momento che passerà.

La tua essenza illuminerà la mia vita e il luogo dove sarò, ogni volta che il tuo pensiero mi verrà a cercare.

Un’esistenza trascorsa, una persona uno sguardo…

non ti dimenticherò.

Senza te credevo di non resistere, per sempre parte della mia profondità.

Sono protetta dal tuo amore presente. Ovunque sei, ci sei.

La tua mano nella mia nel passaggio verso il sentiero divino.

Accanto a Dio, dove meriti di esistere nella pace eterna.

Il mio compleanno ad Istanbul â£ðŸŽ‰ðŸ•ŒðŸ•

“Dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso.”

ROBIN WILLIAMS – John Keating

Non esiste frase migliore per affrontare i cambiamenti della mia vita in questo periodo. Dall’età di 12 anni ho in testa la Turchia e aspettavo il giusto periodo per andare ad Istanbul, una città dal fascino particolare, cosmopolita e caotica dai profumi speziati.

Ho letto diversi libri per prepararmi bene dal punto di vista storico e culturale, conoscendomi però, alla fine scrivo di getto e unisco nozioni lette, alla mia visione d’insieme.. d’altronde non sarebbe un blog personale!😉😊

Camminando per la città si nota come il passato si mescoli al presente. Stile bizantino, ottomano, moderno, Istanbul rappresenta aspetti differenti che la rendono unica nel suo genere.

Ci sono numerosi punti dove ammirare dall’alto la città, come tutti i turisti in visita ad Istanbul ero partita in quarta per la Torre di Galata, costruita nel 1348, alta più di 60 metri.

Mi sono presto ricreduta, perché ho trovato altri posti altrettanto suggestivi dove poter avere una vista mozzafiato. Uno di questi è il ristorante Fine Dine dell’albergo Arcadia Blue. Oltre alla cucina ottima, la vista è davvero emozionante.

Un altro modo per osservare la città, è la torre antincendio di Beyazit, posta all’interno del giardino dell’ Università di Istanbul. Non tutti conoscono questo posto, ma comunque è difficile riuscire ad entrare.. anni fa era possibile solo dalle 14.00 alle 15.00 il venerdì, adesso hanno vietato l’accesso ai non studenti. Sinceramente non ho la certezza che non si possa visitare negli orari indicati, molto probabilmente, le guardie vanno a simpatia, nel nostro caso è stato un colpo di fortuna, perché ci è stato ripetuto più volte che non è più possibile entrare. Purtroppo non ho foto fatte da questa torre, perché la mia compagna di viaggio lognomodicrema.com stava morendo di paura per le vertigini, così siamo scese subito😵😬😱!!!

Indubbiamente dalla Torre di Galata si può osservare molto bene il Bosforo; lo stretto che collega il Mar Nero al Mediterraneo separando l’Europa dall’Asia. Si vede nitidamente il primo ponte costruito nel 1973 che va dalla zona sopra Ortaköy alle colline del lato asiatico e il grande sobborgo di Üsküdar, poi la stazione ferroviaria di Haydarpaşa sul lungomare.

A sud della torre si estende il braccio di mare detto Corno d’Oro, ossia un’ insenatura nella zona europea del Bosforo che separa la vecchia Istanbul musulmana, chiamata sino a mezzo secolo fa Stambul, da Pera/Beyoğlu, la parte più cosmopolita della città.

La lingua di terra di Stambul si allunga verso il mare curvandosi a sinistra, fino al promontorio di Sarayburnu (Serraglio), che domina il Bosforo.

Tra la torre e gli edifici portuali sulle rive nord-orientali si trovano moschee, chiese, scuole, appartamenti e sinagoghe. Verso nord troviamo le affollate strade di Beyoğlu ( Pera) con numerosi bar, ristoranti, caffè e negozi. All’orizzonte si intravedono i grattaceli del quartiere finanziario di Levert.

Santa Sofia ( Ayasofya )

Dedicata alla Sophia (Sapienza di Dio), fu costruita come cattedrale cristiana da Giustiniano nel IV secolo, poi trasformata in moschea dopo la conquista turca nel 1453 e successivamente in museo dal laico Ataturk nel 1935. Nonostante i terremoti è rimasta in piedi per 1500 anni.

La Moschea Blu

IMG_20181014_015153( Sultan Ahmet Camii ), con i suoi minareti è un luogo dalle strane energie, come tutta la città del resto. Internamente non rende quanto l’esterno e per quanto mi riguarda, ho grande difficoltà verso il pensiero e la mentalità puramente maschilista. Per le donne comunque, ci sono entrate separate e aree apposite di preghiera.

Bisanzio – Costantinopoli – Istanbul

Fu per 1600 anni una capitale imperiale. Protagonista indiscussa in campo politico, economico, culturale e sociale. Come disse Napoleone, ” Se la terra fosse un unico Stato Istanbul ne sarebbe la capitale.

La parola Istanbul risale al X secolo e in greco bizantino is ten polin significa “alla, verso la città”.

Bisanzio fu il nome attribuitole prima della sua trasformazione in capitale dell’Impero romano nel IV secolo. Il termine “bizantino” entrò in uso comune nel XIX secolo in riferimento all’Impero, originariamente romano ma culturalmente greco, che durò da Costantino nel IV secolo fino alla conquista da parte dei turchi nel 1453.

Istanbul prese il suo nome ufficiale dal 1930, in opposizione a Costantinopoli, città di Costantino.

Successivo all’Impero romano, ci fu l’Impero ottomano che si estendeva su gran parte dell’Impero bizantino: La Grande Siria, l’Egitto e il Nord Africa, l’Asia Minore e i Balcani. Entrambi gli imperi ebbero stretti rapporti commerciali con l’Italia.

La Costantinopoli bizantina e la Istanbul turca avevano molto in comune. Erano le capitali di stati universali investiti da una missione divina. Era loro compito diffondere la dottrina oltre i propri confini. Entrambi gli imperi furono multiculturali e multietnici, Istanbul ad oggi è una delle città al mondo con più razze di abitanti differenti.

Un imperatore importante per Istanbul fu Giustiniano. Oltre a Santa Sofia, la sua eredità si estende sparsa per la città, con chiese, cisterne e moschee. Inoltre emanò il codice legislativo civile. E’ da ricordare che sotto Giustiniano, Costantinopoli divenne una città di prestigio mondiale e il commercio si estese dalla Cina all’Atlantico.

la Basilica Cisterna, costruita da Giustiniano I nel 532 è un luogo suggestivo, ma l’odore è tremendo. All’epoca era alimentata da un acquedotto che portava acqua fin dalla foresta di Belgrado. Ci sono 12 file di 28 colonne, con capitelli misti fra stile ionico e corinzio. Le colonne provengono da altri siti archeologici, testimonianza sono le due teste di Medusa, provenienti probabilmente da un arco monumentale del foro di Costantino.

Non mi soffermo sulla parte storica, perché sono talmente tanti gli imperatori, i sultani e le persone ruotate intorno ad Istanbul, che finirei per scrivere troppo e farvi venire sonno!! anche se reputo interessanti le controverse vicissitudini di questa trafficata e strana città.

Il Bosforo e la sua leggenda

Uno dei punti di forza della città è l’acqua. Come per altre grandi centri mondiali, Istanbul ha un canale che collega il mar Nero al mar di Marmara. Il Corno d’Oro è l’insenatura del Bosforo che ha diviso Stambul da Pera.

Bosforo significa ” passaggio della giovenca” e deriva dalla leggenda di Io, una delle tante amanti di Zeus. Quando Era, sua moglie, sospettò della loro storia, Zeus trasformò Io in giovenca permettendole di attraversare lo stretto a nuoto, ma fu scoperta da Era che inviò un grosso tafano per pungerla e tormentarla.

Il Corno d’Oro

E’ stato per millenni uno dei migliori porti naturali del mondo. Negli ultimi decenni era decaduto sino a diventare un insenatura inquinata e maleodorante. Un giorno il sindaco Recep Tayyip Erdoğan, attuale Presidente e capo carismatico della Turchia, promise di far tornare le acque “azzurre come il colore dei suoi occhi”( in effetti molti turchi di oggi hanno gli occhi azzurri) La promessa è stata mantenuta anche se ci sono voluti anni.

Prima sono state chiuse fabbriche, officine e cantieri inquinanti; poi eliminati gli scarichi fognari di acque reflue. Infine, è stata inserita una pompa nella parte chiusa del Bosforo. Oggi è una specie di fontana che sorge dal mare con un getto di acqua azzurra.

Il Gran Bazar

Chiamato in turco Kapali Çarşi, fra i più grandi bazar del mondo, è stato costruito dal Sultano Maometto II e completato intorno al 1461. Ha 61 strade coperte e più di 4000 negozi.

Nel mercato sono presenti vie, piazzette, vicoli e fontane. Conosciuto come primo magazzino della storia, il Gran Bazar è il cuore della città di Istanbul, dove si respira l’antica arte araba del commercio e della contrattazione. A causa dei ripetuti incendi, la struttura in legno è stata sostituita da una completamente in pietra.

Il fondatore della Turchia moderna fu Mustafa Kemal Atatürk, che spostò la capitale ad Ankara.

Il multiculturalismo della città nascondeva molti risvolti negativi, abusi e ingiustizie. Soltanto dopo gli anni Settanta, Istanbul visse la propria rinascita, artistica e culturale.

La metropoli ha un esplicito carattere turco ed islamico, la definirei una città ambigua; affermo senza il minimo dubbio, di essere rimasta colpita negativamente da alcuni aspetti di questa città che tanto anelavo. Per mia sfortuna la mia sensibilità è sempre stata più forte rispetto alla maggior parte delle persone, per cui percepisco sensazioni e cambi di umore a secondo del luogo dove mi trovo.

Istanbul ha avuto su di me un effetto dannoso, io lo definirei “effetto risucchio”, in pratica ero senza energie e percepivo una sorta di schiacciamento che mi rendeva stanca dalle prime ore del pomeriggio.

Una delle cause primarie erano i continui richiami alla preghiera ( cinque volte al giorno) addirittura dalle prime ore del mattino; mi ricordo una notte di aver aperto gli occhi e di aver sentito gli altoparlanti iniziare con ” le lamentele” quando fuori era ancora buio…

Sono sicura sia soggettivo per ognuno, ma nel mio caso è stato un po’ pesante. Per quanto riguarda l’albergo, il Rose Garden Suites dove abbiamo soggiornato, nulla da dire… gentili, anche troppo.

Bella la suite, anche se appena arrivate hanno provato a sbatterci nella stanza bassa e poco accogliente, con l’entrata nel cortile😡🐩😑

Perché per loro i cani sono cani.. mi spiego meglio: ” nel Corano è scritto chiaramente che gli animali vanno rispettati, ma vengono però considerati ” animali impuri”, per cui è evidente il loro finto approccio educato, ma si sente molto bene il disagio.

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Un tipico bagno turco del “Rose Garden Suites Hotel”

Devo dire con altrettanta sincerità, che mi hanno fermato in molti per chiedermi di accarezzare Morgana o scattare foto con lei, mai quanto Atene! Ma questo è un altro discorso che affronterò quando parlerò della mia tanto amata capitale greca.

In breve, Istanbul ha il suo carattere deciso, non lo metto di certo in discussione, ma ero partita con aspettative elevate e riconosco il mio disappunto generale nel vedere la realtà diversa da ciò che mi aspettavo. Ciò non toglie che per casa a Naxos, i lampadari e le lampade da terra, saranno turche e su questo non transigo😁! Ma non credo che ritornerò almeno per ora in quel di Istanbul, se non con il nostro futuro catamarano. Perché una cosa va detta; Istanbul dal mare è meravigliosa. Dal Bosforo al Mar di Marmara, si respira tutta un’altra energia, con i suoi tre ponti e le residenze dei vari sultani, costruite da architetti per lo più armeni.

Sono strutture lussuose ed imponenti che rendono il paesaggio caratteristico, contornato da bandiere turche in ogni angolo.

Un’ immensa cartolina di viaggio, dove tutti prima o poi vorrebbero almeno essere di passaggio.