Medusa, lo sguardo che uccide

Attratta dalla mitologia greca, mi sembra quasi doveroso scrivere un articolo sulla figura che incute terrore ma allo stesso tempo ci affascina.. Mi riferisco al mito di Medusa, la Gorgone che pagò con la vita la sua parte umana.

L’antica Grecia è ricca di leggende, alcune delle quali suscitano la mia curiosità nonostante l’argomento sia stato trattato da molti, intendo scrivere la mia visione del mito.

L’origine della storia nasce dall’unione di due divinità marine Forco e Ceto (fratello e sorella) che diedero alla luce Le Graie e Le Gorgoni accomunate dall’aspetto orrendo.

Le Graie erano tre vecchiette rattrappite dai lunghi capelli grigi, con un solo occhio che usavano a turno per riuscire a vedere.

Le Gorgoni erano anch’esse tre, dall’aspetto mostruoso, con ali d’oro e mani con artigli di bronzo, zanne e serpenti al posto dei capelli, con il potere di pietrificare chiunque le guardasse dritte negli occhi. La Gorgone per antonomasia era Medusa, custode degli inferi per volere di Persefone, era l’unica mortale fra le tre e loro regina. Inoltre era in grado di assumere sembianza femminile dall’ immensa bellezza, capace di ammaliare gli uomini. Le Gorgoni rappresentavano la perversione nelle sue tre forme: Euriale rappresentava la perversione sessuale, Steno la perversione morale e Medusa la perversione intellettuale.

Le Gorgoni
“Le Gorgoni” Dipinto di Sandro Varagnolo

Medusa era una sacerdotessa del Tempio della dea Atena, figlia prediletta di Zeus nonché dea della sapienza, delle arti e della guerra.

Medusa
Volto femminile di Medusa Dipinto di Sandro Varagnolo

Si narra che Atena fosse profondamente infastidita dalla grande bellezza di Medusa e nutrisse verso di lei un sentimento di invidia in particolare per i suoi occhi verdi smeraldo e la sua chioma fluente.

La sua smisurata bellezza attirò le attenzioni del dio del mare Poseidone, incapace di tener a bada il suo ardore, la violentò nel Tempio della dea Atena. Questo fece infuriare la dea, accusando Medusa di essersi mostrata troppo ” per vanto o timidezza” agli occhi del dio e le lanciò una maledizione bloccandola per sempre nella sua forma mostruosa.

L’importanza attribuita al simbolo della Gorgone in varie parti del mondo antico, ci fa capire fino a che punto erano diffusi questi miti.

Medusa ormai costretta ad una vita da emarginata, si rifugia in un’ isola sperduta fra le onde del Oceano Atlantico; pietrificando con un solo sguardo ogni individuo si avvicinasse alla sua casa.. Nel corso degli anni la sua fama cresce, come il suo “giardino di pietra” composto da centinaia di soldati arrivati da tutto il Mediterraneo, bramosi della sua testa come arma di battaglia.

Perseo

A questo punto della storia due destini si incrociano; quello di Medusa e Perseo, un giovane tenace la cui caccia alla testa di Medusa, diede inizio ad una delle storie più avventurose dell’antica Grecia.

Perseo nasce ad Argo, una regione della Grecia meridionale governata dal tiranno Acrisio, un re tormentato da un grande problema; la mancanza di un erede maschio. Nella società greca è di enorme rilevanza il controllo delle proprietà, il modo migliore per farlo è lasciarla in eredità al primogenito, ma Acrisio aveva solo una figlia femmina Danae.

Il tiranno consultò una profetessa che gli rivelò la sua sorte: “non solo avrebbe avuto un nipote, ma sarebbe stato ucciso dalle mani dello stesso”. Questa scoperta lo gettò nel panico tanto da far murare la sua unica figlia all’interno di una torre, assicurandosi il trono sino alla fine del suo regno.

il re attese tranquillo la notizia della morte della figlia, sapendo che non avrebbe resistito a lungo senza acqua e cibo. Dopo qualche tempo, non ricevendo informazioni dalla servitù, decise dunque di andare personalmente a vedere cosa stesse succedendo. Con suo grande disprezzo, trovò Danae con in braccio il suo bambino, Perseo.

Acrisio, non aveva tenuto conto del più prolifico fra tutti gli dei, il re dell’Olimpo, Zeus.

Zeus aveva notato Danae dall’unico spiraglio di luce della torre, così entrò da lei sotto forma di pioggia d’oro e se ne innamorò.

La cascata d’oro di Zeus potrebbe essere ispirata a un autentico fenomeno naturale a cui Perseo a dato il nome; Lo sciame meteorico delle “Perseidi”. Possiamo ammirarle nel cielo durante il periodo estivo. Le Perseidi ricordano effettivamente una pioggia d’orata.

Acrisio, temendo la vendetta di Zeus, decise allora di sbarazzarsi di entrambi, chiudendoli in una nave alla deriva in mare aperto, pensando che la natura avrebbe seguito il suo corso.

Ancora una volta Zeus pone la sua protezione su Danae e il piccolo semidio, portandoli in salvo sull’isola di Serifos.

Qui Perseo cresce forte e robusto, diventando un ostacolo per il sovrano dell’isola, che aveva messo gli occhi addosso a sua madre. Per allontanarlo chiese un dono prezioso da parte di tutti i suoi sudditi minacciando di esiliare chi non lo avrebbe accontentato. Perseo non possedeva nulla e il dittatore lo sapeva bene, ma la caparbietà del ragazzo lo fece agire d’impulso proponendosi come assassino di Medusa, unica soluzione di fronte all’esilio.

Perseo si mise in viaggio e realizzò ben presto di non avere la minima idea di dove andare e nemmeno dell’aspetto reale di Medusa, perché nessuno aveva vissuto abbastanza per poter raccontare di lei. Preso dallo sconforto iniziò a pregare e l’aiuto sovrannaturale non tardò ad arrivare. Il messaggero celeste Ermes venne in suo soccorso e gli prestò i suoi sandali alati, rivelandogli che dovrà cercare le Ninfe dello Stige, se vorrà ricevere le armi di cui a bisogno.

Le Ninfe sono creature mistiche che vivono sul fiume Stige, un corso d’acqua che separa la terra dei viventi dai morti; per trovarle deve passare dall’oscura” Isola delle Graie”; le tre megere, nonché sorelle di Medusa, inseparabili avendo un solo occhio a disposizione. A questo punto Perseo arrivato nella loro lugubre grotta, approfitta di un momento di distrazione e ruba l’occhio mandando in disperazione le vecchie. Così facendo riesce a farsi dire il luogo esatto dove avrebbe trovato le ninfe e gettato l’occhio a terra scappa via.

Le ninfe consegnano a Perseo le armi fondamentali per sconfiggere Medusa: La Spada di Zeus, lo Scudo di Atena e L’Elmo di Ade, dio dei morti.

Perseo ora è pronto per affrontare il mostro e si presenta nel tetro posto dove la creatura dimora. Entrato nel buio e roccioso tunnel, inizia a camminare all’indietro, tenendo ben serrato davanti a se lo scudo riflettente. In questo modo eviterà di fronteggiare a viso aperto Medusa impedendole di pietrificarlo. Con estrema cautela le si avvicina e con un colpo deciso le taglia la testa, portandola con se in una sacca

Dipinto di Sandro Varagnolo
“Testa di Medusa” di Sandro Varagnolo

Si narra che, dal sangue sgorgato dal collo di Medusa, uscì un cavallo alato “Pegaso“, frutto del rapporto con Poseidone. Mentre le gocce cadute dalla testa decapitata, diedero vita ai serpenti del nord Africa.

Il giovane eroe tornò a Serifos , appena in tempo per fermare le nozze della madre con il sovrano. Nel frattempo era arrivato anche suo nonno per assistere al matrimonio, questo fece imbestialire Perseo che, tirò fuori la testa dalla borsa e la usò contro i due tiranni, liberando definitivamente sua madre.

Fu proprio Perseo a dare vita a Micene, la più grande delle antiche città Stato del mondo. Per millenni si pensò fosse un mito legato alla leggenda, dato l’unico riferimento nell’epico poema omerico” l’Iliade”, ma nel XIX secolo le sue rovine furono ritrovate.

L’immagine di Medusa ancora oggi spaventa, per troppo tempo è stata descritta soltanto come un mostro incapace di provare sentimenti..

Il suo potere poteva essere usato anche a fin di bene; in greco il suo nome ha una connotazione positiva significa ” Guardiana”, ” Protettrice” spesso veniva raffigurata l’immagine della sua testa, per tenere alla larga dai pericoli e sulle armature dei guerrieri più temuti al mondo.

Simbolo Medusa
Dipinto di Sandro Varagnolo

 

Ancora oggi possiamo trovare la riproduzione della sua testa in vari negozi di souvenir in tutta la Grecia.

Credo sia stata solo vittima del suo destino e il suo vero valore non venne mai percepito sino in fondo.

Rimarrà nell’ immaginario collettivo come un mostro terrificante, io preferisco vederla come una fanciulla bellissima, in grado di trasformarsi in un mostro soltanto per difendersi.

Ringrazio con affetto l’artista Sandro Varagnolo, per avermi concesso l’utilizzo di alcune sue splendide raffigurazioni di Medusa.

Vi consiglio di visitare il suo portfolio, ne vale la pena.

Emozionante è il pensiero del firmamento stellato

ogni avventurosa vicenda descritta dalla volta celeste

intreccia i nostri destini

in un legame indissolubile

riportandoci ancor prima del grembo materno,

nell’ onirico universo

delle nostre origini divine

lontane dalla vita materiale.

Così le stelle sono il nostro unico punto di riferimento nel nostro infinito viaggio.

MD 💜

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. annaecamilla ha detto:

    Interessante e molto bello il tuo articolo. Brava💕

    Piace a 2 people

  2. Matteo ha detto:

    Articolo molto bello…
    Appena torno a casa lo finisco.
    Ero in attesa alle poeste per una raccomandata*

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    1. Ah ok! L’hai letto tutto ora?😊 Grazie cmq😘

      Piace a 1 persona

      1. Matteo ha detto:

        Hey, ciao.
        Si lo stavo leggendo proprio ieri sera mentre veniva giù il diluvio universale.
        E’ molto interessante.
        Non conoscevo bene la storia di Medusa e Perseo.
        E’ affascinante…

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      2. Nottata di fulmini e saette⚡🌪 in pieno stile “antica Grecia”😀 Si credo anche io… la storia l’ho resa un po’ mia dai vari riferimenti storici.

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  3. 0000giada ha detto:

    Medusa è dentro alle donne più affascinanti !
    Ciao!
    Giada

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    1. Quindi anche dentro di noi!😎😉
      Ciao!😊

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      1. 0000giada ha detto:

        Yessssssss 😅

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  4. artbacchant ha detto:

    Wonderful article and fantastic blog. Thank you for following me and leading me here!

    Piace a 1 persona

    1. Thank you!! It’s a pleasure😊😘

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  5. stupendizia ha detto:

    Tutti i miti sia Greci che Romani si ritrovano puntualmente nella Bibbia. Questi Dei sempre in continuo fermento sono la conferma , che le “favole” erano le stesse in tutte le parti del globo. Siamo alieni a questa terra e veniamo dallo spazio.

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    1. La pensiamo in modo simile👽

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