Nasso L’isola più grande di tutte🏺🌊 🏝🛳🛫

Nasso

Detta comunemente Naxos è la più grande delle isole Cicladi (428 km²) vanta la sua posizione strategica nella parte meridionale del Mar Egeo, la sua capitale è Chora che conta circa 12.000 abitanti. I più importanti villaggi sono Filoti, Apiranthos, Tragea, Koronos, Sangri e Apollonas. Per essere un’ isola greca è molto verde, al suo interno infatti, troviamo il monte Zas (1004 m).

Storia e Mitologia

Secondo la tradizione Nasso fu abitata per la prima volta dai Traci popolazione indoeuropea stanziata a sud – ovest della penisola balcanica, oggi occuperebbe la Bulgaria meridionale, la Turchia europea e la Grecia nord orientale.

Dioniso🍷🍇⚡

Dionysos_on_a_cheetah,_Pella,_Greece

I Traci, portarono a Nasso il culto del Dio del Vino, Dioniso rappresentato nel dipinto sovrastante a cavallo di un ghepardo.

L’ iconografia classica lo dipinge in sella ad un leopardo o una pantera, spesso su un carro vestito dalle pelli dei felini stessi. Solitamente accompagnato da un corteo chiamato tiaso e composto dalle sue sacerdotesse (dette menadi o baccanti, donne in preda a frenesia estatica e invasate dal dio), bestie feroci, satiri e sileni. Care al dio erano le piante della vite (da cui il legame con il vino e la vendemmia) e all’edera (in particolare alcune specie di edera, contenenti sostanze psicotrope e che venivano lasciate macerare nel vino). Uno dei suoi attributi era infatti il sacro tirso, un bastone nodoso avvolto da edera e pampini e sormontato da una pigna; altro suo attributo è il kantharos, una coppa per bere caratterizzata da due alte anse che si estendono in altezza oltre l’orlo.

Originariamente fu un dio arcaico della vegetazione, legato alla linfa vitale che scorre nelle piante. In seguito fu identificato come il dio del vino, dell’ebbrezza e della liberazione dei sensi; venne quindi a rappresentare l’essenza del creato nel suo perenne e selvaggio fluire, lo spirito divino di una realtà smisurata, l’elemento primigenio del cosmo, l’irruzione spirituale della vita, il principio.
Dio “ibrido” dalla multiforme natura maschile e femminile, animalesca e divina, tragica e comica, Dioniso incarna, nel suo delirio mistico, la scintilla primordiale e istintuale presente in ogni essere vivente; che permane anche nell’uomo civilizzato come sua parte originaria e insopprimibile, e che può riemergere ed esplodere in maniera violenta se repressa e non elaborata correttamente.

Veniva identificato a Roma con il dio Bacco (simile a Dioniso, ma non la stessa cosa) Altro nome con cui veniva chiamato è Bromio, usato anche da Euripide ne Le Baccanti, “fragore”, “fremito”, perché secondo il mito, il dio era stato generato in mezzo ai fragori del tuono dalla madre Semele colpita dal fulmine, o perché l’ebbrezza del vino produce fremito e furore.

Strettamente legato alle origini del teatro, Dioniso è il dio della mitologia greca di maggior fortuna nella cultura contemporanea, in particolare nel Novecento, dopo che il filosofo Friedrich Nietzsche, nella Nascita della tragedia, ha creato la categoria estetica del dionisiaco – emblema delle forze naturali, vitalistiche e irrazionali contrapponendola a quella dell’apollineo.

( Le fonti sono tratte da Wikipedia)

Antoine-Jean_Gros_-_Bacchus_and_Ariadne.jpg

Ora parliamo della leggenda che vede protagonista Arianna, la principessa di Creta. Secondo il mito, la principessa si innamorò di Teseo giunto a Creta per uccidere il Minotauro nel labirinto. Arianna diede al suo amato un gomitolo di lana per segnare la strada e poter uscire facilmente dal labirinto (da qui nasce il proverbio del filo d’Arianna). In seguito, fuggì con lui verso Atene, ma Teseo la fece addormentare per poi abbandonarla sull’isola di Nasso.

Da qui la leggenda prende varie sfaccettature differenti, in una è lo stesso Dioniso ad ordinare a Teseo di abbandonare Arianna sull’isola, per poterla avere in sposa. Nell’altra versione Dioniso venne attirato dalla disperazione della donna e volle sposarla.

Esistono ulteriori fonti che parlano del suicidio di Arianna, afflitta dal dolore per l’abbandono di Teseo. C’è persino una variazione estrema della storia; Secondo alcuni scritti, Dioniso è talmente infuriato dall’amore non ricambiato di Arianna, che ordinò di farla uccidere dalla dea della caccia Artemide.

Sarei stata arrabbiata anche io nei panni di Dioniso, dato il maestoso regalo di nozze… Si parla di un diadema d’oro creato da Efesto (dio nel fuoco, dell’ ingegneria della scultura e della metallurgia) che, lanciato in cielo, andò a formare la Costellazione della Corona Boreale.

Portara🏛

Questa imponente “porta” è molto suggestiva, in particolar modo per la sua posizione sovrastante la Chora e il porto. Sono rimasta piacevolmente colpita nel vedere come il sole tramonta perfettamente al suo interno, donandole un alone di mistica energia.

La struttura è un frammento dell’incompiuto tempio di Apollo ed è considerato il punto di riferimento di Nasso, la cui costruzione venne iniziata da Ligdami, politico divenuto tiranno dell’isola nel 545 a.C.

La porta è alta 5,95 metri e larga 3,65 ed è l’unica parte restante del tempio. La porta del tempio è costituita da due stipiti e un architrave di marmo proveniente dalle cave di Flerio, nella stessa isola. Ciascuno dei due stipiti ha un peso di circa 20 tonnellate. L’architrave pesa un po’ meno. Queste parti sono state trasportate dalle cave di Flerio, lontane una decina di chilometri.
Nel corso dei secoli, il tempio incompiuto è stato utilizzato come cava per la costruzione di altri edifici. Solo la porta, molto pesante, non è stata degradata nel corso dei secoli, probabilmente a causa del peso elevato. Nella cava di Flerio si trova un architrave lunga 7,49 metri e del peso di 25 tonnellate, che era stata preparata per la porta, la cui dimensione, inizialmente, era prevista molto più ampia.
Il tempio sarebbe dovuto essere molto imponente, le misure previste erano: lunghezza 57,5 metri e larghezza 26,5.

Naxos a mio avviso è un’ isola graziosa ed elegante; trasmette leggerezza ma non trascuratezza, ha numerosi negozi, ristoranti e spiagge meravigliose raggiungibili da terra. Non ho avuto ancora modo di visitarle a piedi perché le ho visitate unicamente in barca e devo ammettere che, il fascino risalta vedendole dal mare.

E’ un’ isola adatta alle famiglie, il turismo è elevato non solo nel periodo estivo. La differenza è notevole con la famosissima Santorini, a partire dal porto infatti, Naxos non trasmette agitazione e caos ma direi calma e tranquillità… Qui non troverete fiumi di italiani in cerca di vita mondana, la sua vita notturna è senza dubbio meno rumorosa di Ios e della popolare Mikonos. in sintesi, la consiglio vivamente per una breve o lunga vacanza e la reputo interessante dal punto di vista artistico. A Naxos si respira una bella atmosfera rasserenante e tipicamente greca.

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