Medusa, lo sguardo che uccide

Attratta dalla mitologia greca, mi sembra quasi doveroso scrivere un articolo sulla figura che incute terrore ma allo stesso tempo ci affascina.. Mi riferisco al mito di Medusa, la Gorgone che pagò con la vita la sua parte umana.

L’antica Grecia è ricca di leggende, alcune delle quali suscitano la mia curiosità nonostante l’argomento sia stato trattato da molti, intendo scrivere la mia visione del mito.

L’origine della storia nasce dall’unione di due divinità marine Forco e Ceto (fratello e sorella) che diedero alla luce Le Graie e Le Gorgoni accomunate dall’aspetto orrendo.

Le Graie erano tre vecchiette rattrappite dai lunghi capelli grigi, con un solo occhio che usavano a turno per riuscire a vedere.

Le Gorgoni erano anch’esse tre, dall’aspetto mostruoso, con ali d’oro e mani con artigli di bronzo, zanne e serpenti al posto dei capelli, con il potere di pietrificare chiunque le guardasse dritte negli occhi. La Gorgone per antonomasia era Medusa, custode degli inferi per volere di Persefone, era l’unica mortale fra le tre e loro regina. Inoltre era in grado di assumere sembianza femminile dall’ immensa bellezza, capace di ammaliare gli uomini. Le Gorgoni rappresentavano la perversione nelle sue tre forme: Euriale rappresentava la perversione sessuale, Steno la perversione morale e Medusa la perversione intellettuale.

Le Gorgoni

“Le Gorgoni” Dipinto di Sandro Varagnolo

Medusa era una sacerdotessa del Tempio della dea Atena, figlia prediletta di Zeus nonché dea della sapienza, delle arti e della guerra.

Medusa

Volto femminile di Medusa Dipinto di Sandro Varagnolo

Si narra che Atena fosse profondamente infastidita dalla grande bellezza di Medusa e nutrisse verso di lei un sentimento di invidia in particolare per i suoi occhi verdi smeraldo e la sua chioma fluente.

La sua smisurata bellezza attirò le attenzioni del dio del mare Poseidone, incapace di tener a bada il suo ardore, la violentò nel Tempio della dea Atena. Questo fece infuriare la dea, accusando Medusa di essersi mostrata troppo ” per vanto o timidezza” agli occhi del dio e le lanciò una maledizione bloccandola per sempre nella sua forma mostruosa.

L’importanza attribuita al simbolo della Gorgone in varie parti del mondo antico, ci fa capire fino a che punto erano diffusi questi miti.

Medusa ormai costretta ad una vita da emarginata, si rifugia in un’ isola sperduta fra le onde del Oceano Atlantico; pietrificando con un solo sguardo ogni individuo si avvicinasse alla sua casa.. Nel corso degli anni la sua fama cresce, come il suo “giardino di pietra” composto da centinaia di soldati arrivati da tutto il Mediterraneo, bramosi della sua testa come arma di battaglia.

Perseo

A questo punto della storia due destini si incrociano; quello di Medusa e Perseo, un giovane tenace la cui caccia alla testa di Medusa, diede inizio ad una delle storie più avventurose dell’antica Grecia.

Perseo nasce ad Argo, una regione della Grecia meridionale governata dal tiranno Acrisio, un re tormentato da un grande problema; la mancanza di un erede maschio. Nella società greca è di enorme rilevanza il controllo delle proprietà, il modo migliore per farlo è lasciarla in eredità al primogenito, ma Acrisio aveva solo una figlia femmina Danae.

Il tiranno consultò una profetessa che gli rivelò la sua sorte: “non solo avrebbe avuto un nipote, ma sarebbe stato ucciso dalle mani dello stesso”. Questa scoperta lo gettò nel panico tanto da far murare la sua unica figlia all’interno di una torre, assicurandosi il trono sino alla fine del suo regno.

il re attese tranquillo la notizia della morte della figlia, sapendo che non avrebbe resistito a lungo senza acqua e cibo. Dopo qualche tempo, non ricevendo informazioni dalla servitù, decise dunque di andare personalmente a vedere cosa stesse succedendo. Con suo grande disprezzo, trovò Danae con in braccio il suo bambino, Perseo.

Acrisio, non aveva tenuto conto del più prolifico fra tutti gli dei, il re dell’Olimpo, Zeus.

Zeus aveva notato Danae dall’unico spiraglio di luce della torre, così entrò da lei sotto forma di pioggia d’oro e se ne innamorò.

La cascata d’oro di Zeus potrebbe essere ispirata a un autentico fenomeno naturale a cui Perseo a dato il nome; Lo sciame meteorico delle “Perseidi”. Possiamo ammirarle nel cielo durante il periodo estivo. Le Perseidi ricordano effettivamente una pioggia d’orata.

Acrisio, temendo la vendetta di Zeus, decise allora di sbarazzarsi di entrambi, chiudendoli in una nave alla deriva in mare aperto, pensando che la natura avrebbe seguito il suo corso.

Ancora una volta Zeus pone la sua protezione su Danae e il piccolo semidio, portandoli in salvo sull’isola di Serifos.

Qui Perseo cresce forte e robusto, diventando un ostacolo per il sovrano dell’isola, che aveva messo gli occhi addosso a sua madre. Per allontanarlo chiese un dono prezioso da parte di tutti i suoi sudditi minacciando di esiliare chi non lo avrebbe accontentato. Perseo non possedeva nulla e il dittatore lo sapeva bene, ma la caparbietà del ragazzo lo fece agire d’impulso proponendosi come assassino di Medusa, unica soluzione di fronte all’esilio.

Perseo si mise in viaggio e realizzò ben presto di non avere la minima idea di dove andare e nemmeno dell’aspetto reale di Medusa, perché nessuno aveva vissuto abbastanza per poter raccontare di lei. Preso dallo sconforto iniziò a pregare e l’aiuto sovrannaturale non tardò ad arrivare. Il messaggero celeste Ermes venne in suo soccorso e gli prestò i suoi sandali alati, rivelandogli che dovrà cercare le Ninfe dello Stige, se vorrà ricevere le armi di cui a bisogno.

Le Ninfe sono creature mistiche che vivono sul fiume Stige, un corso d’acqua che separa la terra dei viventi dai morti; per trovarle deve passare dall’oscura” Isola delle Graie”; le tre megere, nonché sorelle di Medusa, inseparabili avendo un solo occhio a disposizione. A questo punto Perseo arrivato nella loro lugubre grotta, approfitta di un momento di distrazione e ruba l’occhio mandando in disperazione le vecchie. Così facendo riesce a farsi dire il luogo esatto dove avrebbe trovato le ninfe e gettato l’occhio a terra scappa via.

Le ninfe consegnano a Perseo le armi fondamentali per sconfiggere Medusa: La Spada di Zeus, lo Scudo di Atena e L’Elmo di Ade, dio dei morti.

Perseo ora è pronto per affrontare il mostro e si presenta nel tetro posto dove la creatura dimora. Entrato nel buio e roccioso tunnel, inizia a camminare all’indietro, tenendo ben serrato davanti a se lo scudo riflettente. In questo modo eviterà di fronteggiare a viso aperto Medusa impedendole di pietrificarlo. Con estrema cautela le si avvicina e con un colpo deciso le taglia la testa, portandola con se in una sacca

Dipinto di Sandro Varagnolo

“Testa di Medusa” di Sandro Varagnolo

Si narra che, dal sangue sgorgato dal collo di Medusa, uscì un cavallo alato “Pegaso“, frutto del rapporto con Poseidone. Mentre le gocce cadute dalla testa decapitata, diedero vita ai serpenti del nord Africa.

Il giovane eroe tornò a Serifos , appena in tempo per fermare le nozze della madre con il sovrano. Nel frattempo era arrivato anche suo nonno per assistere al matrimonio, questo fece imbestialire Perseo che, tirò fuori la testa dalla borsa e la usò contro i due tiranni, liberando definitivamente sua madre.

Fu proprio Perseo a dare vita a Micene, la più grande delle antiche città Stato del mondo. Per millenni si pensò fosse un mito legato alla leggenda, dato l’unico riferimento nell’epico poema omerico” l’Iliade”, ma nel XIX secolo le sue rovine furono ritrovate.

L’immagine di Medusa ancora oggi spaventa, per troppo tempo è stata descritta soltanto come un mostro incapace di provare sentimenti..

Il suo potere poteva essere usato anche a fin di bene; in greco il suo nome ha una connotazione positiva significa ” Guardiana”, ” Protettrice” spesso veniva raffigurata l’immagine della sua testa, per tenere alla larga dai pericoli e sulle armature dei guerrieri più temuti al mondo.

Simbolo Medusa

Dipinto di Sandro Varagnolo

 

Ancora oggi possiamo trovare la riproduzione della sua testa in vari negozi di souvenir in tutta la Grecia.

Credo sia stata solo vittima del suo destino e il suo vero valore non venne mai percepito sino in fondo.

Rimarrà nell’ immaginario collettivo come un mostro terrificante, io preferisco vederla come una fanciulla bellissima, in grado di trasformarsi in un mostro soltanto per difendersi.

Ringrazio con affetto l’artista Sandro Varagnolo, per avermi concesso l’utilizzo di alcune sue splendide raffigurazioni di Medusa.

Vi consiglio di visitare il suo portfolio, ne vale la pena.

Emozionante è il pensiero del firmamento stellato

ogni avventurosa vicenda descritta dalla volta celeste

intreccia i nostri destini

in un legame indissolubile

riportandoci ancor prima del grembo materno,

nell’ onirico universo

delle nostre origini divine

lontane dalla vita materiale.

Così le stelle sono il nostro unico punto di riferimento nel nostro infinito viaggio.

MD 💜

Sirena

Il canto illusorio della sirena attira l’uomo in una trappola mortale.

Le sue braccia come lunghi rami carnivori, catturano l’ingenuità maschile..

Strega dei mari,

dalla maestosa pinna cangiante

dove i riflessi degli arcobaleni si specchiano dopo le tempeste marine.

Creatura dall’animo mutevole,

assorbe i flussi energetici che danno vigore alla sua bellezza.

MD

Lupo Solitario

lupo roccia

Sono come una roccia che si modella ad ogni evoluzione

ho bisogno di spazio ed infinita libertà,

non ho voglia di dedicare del tempo all’infuori di me.

Come un animale, seguo il mio istinto e nessuno riesce a farmi innamorare..

sento aria leggera  intorno alla mia aurea,

vibrazioni minime..

per molti sono esperienze, per me è  solletico nella superfice dell’anima profonda.

Il cambiamento avvenuto nel mio essere spaventa.

Lupo solitario,

dentro ad un mondo di manichini in posa.

Ritrovarsi in più dimensioni contemporaneamente,

con la consapevolezza dell’essere già non più vivi.

tratta da ” Anima Eterna” MD

 

 

 

Il Ritratto Del Mondo

Sta calando il sole…

La calma sembra regnare con piacevole serenità.

Il buio discende nella sospensione degli elementi

Osservo attenta ogni piccolo particolare

Sfioro l’aria con il palmo della mano…la brezza è leggera.

L’energia dei colori mi conduce ad un contatto intermedio fra cielo e terra.

La comunicazione dell’io attraverso un’ emozione

L’estasi dell’essere dentro al ritratto del mondo,

La bellezza sopra al confine della solitudine naturale.

(Dal mio libro di poesie “Anima Eterna” pubblicato nel 2009)

Nasso L’isola più grande di tutte🏺🌊 🏝🛳🛫

Nasso

Detta comunemente Naxos è la più grande delle isole Cicladi (428 km²) vanta la sua posizione strategica nella parte meridionale del Mar Egeo, la sua capitale è Chora che conta circa 12.000 abitanti. I più importanti villaggi sono Filoti, Apiranthos, Tragea, Koronos, Sangri e Apollonas. Per essere un’ isola greca è molto verde, al suo interno infatti, troviamo il monte Zas (1004 m).

Storia e Mitologia

Secondo la tradizione Nasso fu abitata per la prima volta dai Traci popolazione indoeuropea stanziata a sud – ovest della penisola balcanica, oggi occuperebbe la Bulgaria meridionale, la Turchia europea e la Grecia nord orientale.

Dioniso🍷🍇⚡

Dionysos_on_a_cheetah,_Pella,_Greece

I Traci, portarono a Nasso il culto del Dio del Vino, Dioniso rappresentato nel dipinto sovrastante a cavallo di un ghepardo.

L’ iconografia classica lo dipinge in sella ad un leopardo o una pantera, spesso su un carro vestito dalle pelli dei felini stessi. Solitamente accompagnato da un corteo chiamato tiaso e composto dalle sue sacerdotesse (dette menadi o baccanti, donne in preda a frenesia estatica e invasate dal dio), bestie feroci, satiri e sileni. Care al dio erano le piante della vite (da cui il legame con il vino e la vendemmia) e all’edera (in particolare alcune specie di edera, contenenti sostanze psicotrope e che venivano lasciate macerare nel vino). Uno dei suoi attributi era infatti il sacro tirso, un bastone nodoso avvolto da edera e pampini e sormontato da una pigna; altro suo attributo è il kantharos, una coppa per bere caratterizzata da due alte anse che si estendono in altezza oltre l’orlo.

Originariamente fu un dio arcaico della vegetazione, legato alla linfa vitale che scorre nelle piante. In seguito fu identificato come il dio del vino, dell’ebbrezza e della liberazione dei sensi; venne quindi a rappresentare l’essenza del creato nel suo perenne e selvaggio fluire, lo spirito divino di una realtà smisurata, l’elemento primigenio del cosmo, l’irruzione spirituale della vita, il principio.
Dio “ibrido” dalla multiforme natura maschile e femminile, animalesca e divina, tragica e comica, Dioniso incarna, nel suo delirio mistico, la scintilla primordiale e istintuale presente in ogni essere vivente; che permane anche nell’uomo civilizzato come sua parte originaria e insopprimibile, e che può riemergere ed esplodere in maniera violenta se repressa e non elaborata correttamente.

Veniva identificato a Roma con il dio Bacco (simile a Dioniso, ma non la stessa cosa) Altro nome con cui veniva chiamato è Bromio, usato anche da Euripide ne Le Baccanti, “fragore”, “fremito”, perché secondo il mito, il dio era stato generato in mezzo ai fragori del tuono dalla madre Semele colpita dal fulmine, o perché l’ebbrezza del vino produce fremito e furore.

Strettamente legato alle origini del teatro, Dioniso è il dio della mitologia greca di maggior fortuna nella cultura contemporanea, in particolare nel Novecento, dopo che il filosofo Friedrich Nietzsche, nella Nascita della tragedia, ha creato la categoria estetica del dionisiaco – emblema delle forze naturali, vitalistiche e irrazionali contrapponendola a quella dell’apollineo.

( Le fonti sono tratte da Wikipedia)

Antoine-Jean_Gros_-_Bacchus_and_Ariadne.jpg

Ora parliamo della leggenda che vede protagonista Arianna, la principessa di Creta. Secondo il mito, la principessa si innamorò di Teseo giunto a Creta per uccidere il Minotauro nel labirinto. Arianna diede al suo amato un gomitolo di lana per segnare la strada e poter uscire facilmente dal labirinto (da qui nasce il proverbio del filo d’Arianna). In seguito, fuggì con lui verso Atene, ma Teseo la fece addormentare per poi abbandonarla sull’isola di Nasso.

Da qui la leggenda prende varie sfaccettature differenti, in una è lo stesso Dioniso ad ordinare a Teseo di abbandonare Arianna sull’isola, per poterla avere in sposa. Nell’altra versione Dioniso venne attirato dalla disperazione della donna e volle sposarla.

Esistono ulteriori fonti che parlano del suicidio di Arianna, afflitta dal dolore per l’abbandono di Teseo. C’è persino una variazione estrema della storia; Secondo alcuni scritti, Dioniso è talmente infuriato dall’amore non ricambiato di Arianna, che ordinò di farla uccidere dalla dea della caccia Artemide.

Sarei stata arrabbiata anche io nei panni di Dioniso, dato il maestoso regalo di nozze… Si parla di un diadema d’oro creato da Efesto (dio nel fuoco, dell’ ingegneria della scultura e della metallurgia) che, lanciato in cielo, andò a formare la Costellazione della Corona Boreale.

Portara🏛

Questa imponente “porta” è molto suggestiva, in particolar modo per la sua posizione sovrastante la Chora e il porto. Sono rimasta piacevolmente colpita nel vedere come il sole tramonta perfettamente al suo interno, donandole un alone di mistica energia.

La struttura è un frammento dell’incompiuto tempio di Apollo ed è considerato il punto di riferimento di Nasso, la cui costruzione venne iniziata da Ligdami, politico divenuto tiranno dell’isola nel 545 a.C.

La porta è alta 5,95 metri e larga 3,65 ed è l’unica parte restante del tempio. La porta del tempio è costituita da due stipiti e un architrave di marmo proveniente dalle cave di Flerio, nella stessa isola. Ciascuno dei due stipiti ha un peso di circa 20 tonnellate. L’architrave pesa un po’ meno. Queste parti sono state trasportate dalle cave di Flerio, lontane una decina di chilometri.
Nel corso dei secoli, il tempio incompiuto è stato utilizzato come cava per la costruzione di altri edifici. Solo la porta, molto pesante, non è stata degradata nel corso dei secoli, probabilmente a causa del peso elevato. Nella cava di Flerio si trova un architrave lunga 7,49 metri e del peso di 25 tonnellate, che era stata preparata per la porta, la cui dimensione, inizialmente, era prevista molto più ampia.
Il tempio sarebbe dovuto essere molto imponente, le misure previste erano: lunghezza 57,5 metri e larghezza 26,5.

Naxos a mio avviso è un’ isola graziosa ed elegante; trasmette leggerezza ma non trascuratezza, ha numerosi negozi, ristoranti e spiagge meravigliose raggiungibili da terra. Non ho avuto ancora modo di visitarle a piedi perché le ho visitate unicamente in barca e devo ammettere che, il fascino risalta vedendole dal mare.

E’ un’ isola adatta alle famiglie, il turismo è elevato non solo nel periodo estivo. La differenza è notevole con la famosissima Santorini, a partire dal porto infatti, Naxos non trasmette agitazione e caos ma direi calma e tranquillità… Qui non troverete fiumi di italiani in cerca di vita mondana, la sua vita notturna è senza dubbio meno rumorosa di Ios e della popolare Mikonos. in sintesi, la consiglio vivamente per una breve o lunga vacanza e la reputo interessante dal punto di vista artistico. A Naxos si respira una bella atmosfera rasserenante e tipicamente greca.

Ios, Io o Nio… Chiamatela come volete, Per me è Ios!

Mescola un po’ d’insania alla tua saggezza: è dolce dimenticare nel luogo giusto….

Omero🙏🌅🏺

Sono passati tre anni dalla prima volta in cui ho messo piede in questo piccolo paradiso dove ho passato circa quattro mesi della mia vita, non più da turista ma da abitante. Un’ isola dove ho lasciato il cuore, dove ho visto nascere, crescere e morire i gatti che vivevano con me, un’ isola dove si percepisce la grandezza degli Dei e respira l’aria del nuovo inizio…

Definirei Ios come una Dea dalla personalità irrequieta, di giorno calma e rilassata, quasi assonnata… mentre di notte, sveglia, chiassosa e in vena di fare festa.

Alcuni cenni geografici e storici

Le cicladi, così chiamate per a loro formazione a cerchio, sono un gruppo di isole greche (circa 220) nel Mar Egeo.

Tra le più famose troviamo Santorini, Naxos, Paros, Amorgos, Milos, Mikonos, Andros, Folegrandos, Sikinos e Ios.

Situata nella parte meridionale del Mar Egeo, Ios è meta del turismo giovanile di tutto il mondo, attirati dalla fama che la precede.

Da qualche anno la sua ammagine è stata rivalutata, oramai arrivano sull’isola anche molte famiglie in cerca di serenità. Quest’isola presenta un aspetto peculiare; Può essere vissuta nella più totale e suggestiva pace di una casetta a picco sul mare, o nella parte più alta “Pirgos” lontano dal caos del centro di Chora.

Infatti la vita di quest’isola si concentra nel centro.

Chora è il fulcro della vita diurna e notturna, anche se cambia notevolmente l’aspetto durante le ore del giorno. Addentrandosi nei vicoli stretti e tortuosi vi ritroverete quasi per caso di fronte ad una vista mozzafiato accompagnati dal perenne vento che non manca mai! Non a caso Ios è meta di surfisti. La salita verso la cima di Chora, si conclude con la vista di tre chiesette allineate, altra caratteristica dell’isola che ne conta ben 365.

IMG_20180829_163640IMG_20180818_221312Dalla mattina al primo pomeriggio, si vedono molte persone del posto, presi dalle loro faccende quotidiane, è molto bello girare con una macchina fotografica in mano, rubacchiando qualche scatto tra i vicoli, immortalando qualche anziano abitante sul ciglio di casa… 😉 Appena cala il sole però, quasi come fantasmi gli abitanti spariscono lentamente, per lasciar posto alla vita notturna dei numerosi bar e pub, che rialzano le serrande chiuse nemmeno da troppe ore prima.

Le rovine di Skarkos

La collina di Skarkos è situata nel mezzo della parte ovest di Ios, gli scavi sono cominciati nel 1896 e continuano ancora adesso. Il sito risale alla prima età del rame ed è il più grande ritrovato nelle Cicladi. Alcuni resti sono conservati nel museo archeologico di Chora.

L’Anfiteatro di Ios

Costruito dall’architetto tedesco Peter Haupt, cittadino onorario di Ios, inaugurato nel 1997, l’anfiteatro ha una capacità di 1100 spettatori e si trova a Chora vicino agli antichi mulini del paese. Ha un diametro di 12 metri ed è orientato verso sud offrendo una magnifica vista sul Mar Egeo. È stato costruito per proteggere dai venti del nord che soffiano sull’isola durante il periodo estivo. In occasione del festival culturale “Homeria“, vengono organizzati concerti e rappresentazioni teatrali. Meta di novelli sposini per ricevimenti ai loro matrimoni.

Ammetto che il porto (chiamato “Ormos” o”Gialos“) piccolo crocevia di abitanti e turisti, ha il suo fascino… rimane in mezzo, come giusto compromesso fra caos e tranquillità, passeggiando lungo mare ci si rilassa notevolmente e se avete fame ci sono posticini niente male dove assaggiare piatti locali e perché no, ascoltare la buona musica del mio amico Thanasis, ottimo suonatore del bouzouki (strumento tipico simile al mandolino)🎼🎵🎤

Vi suggerisco di visitare la Chiesa “Agia Irini” che si trova nella parte alta del porto, il panorama è bellissimo per fare foto ricordo davvero emozionanti💝

La cucina greca a mio avviso è speciale, ma sono di parte amando il cibo in generale da buona forchetta quale sono!😂😊🍴🍷🍝🍲

Indubbiamente qui troverete ottimo miele di produzione locale🍯Formaggio a non finire🧀 Vino a volontà🍷, meglio bianco perché il rosso se non siete abituati vi stordirá leggermente, avendo una base liquorosa, Spezie saporite come l’aneto e l’immancabile origano🌱.

Curiosità

  • Abituatevi alla diversa concezione del tempo📅🕠 Qui è molto simile al nostro sud Italia.
  • Il brindisi che da noi è l’intramontabile “salute!Qui si dice “Yamas!”🍻
  • Il basico è diverso dal nostro, qui ha un odore pungente, anche il sapore è differente🌱
  • L’aneto è molto utilizzato in cucina e contraddistingue il sapore particolare della Spanakopita,torta salata tradizionale greca🍥

Per quanto riguarda i ristoranti, potrei consigliarvene almeno 3 fra i migliori del posto, ma dal blog “lognomodicrema.wordpress.com” la mia compagna di viaggi, vi porterà nel cuore della cucina greca facendovi venire voglia di mangiare tutto!

Le Spiagge🐟🐚🐙🐬🌅⛵🌊

Sono più numerose di quanto sembra, se ne contano almeno 31 ma non tutte raggiungibili via terra. La Grecia è conosciuta principalmente via mare da dove è possibile accedere a luoghi incontaminati e meravigliosi altrimenti inaccessibili.

Tuttavia le spiagge più frequentate di Ios sono:

Tzamaria

piccola e molto carina, frequentata dai locali.

Kumbara

Spiaggia non lontana dal porto, sempre abbastanza affollata,acqua linpida e fondale basso. È presente un bar ristorante.

Gialos la spiaggia che costeggia il porto, nonostante ciò l’acqua è pulita

Manganari

è la parte sud di Ios meravigliosa spiaggia con sabbia d’oro acqua trasparente.. Qui troverete anche meno vento e un ristorante per mangiare qualcosa. Ideale per le famiglie.

Tris Eklisies

Raggiungibile lasciando la macchina a 15 minuti di distanza, si trova a sud-est dell’isola a poca distanza da Manganari.

IMG-20180128-WA0330

Aghia Theodoti

Lembo di terra nella parte est dell’isola, un po’ desolata abbastanza grande.

Pshati

Due spiaggette di sabbia molto fine e abitazioni sparse in giro.

Valmas

Piccola e tranquilla con lettini free a disposizione

Kalamos

Spiaggia nella costa orientale, la si raggiunge seguendo la strada oltre l’antico Monastero di Kalamos, litorale molto lungo, spiaggia silenziosa e quasi deserta.

Lorentzena

Piccola insenatura nascosta, ha una strada che arriva sulla spiaggia, ideale per il tramonto e per vedere le stelle. Si ha l’idea di essere in mezzo al mare con vista sull’isola di Sikinos

Vathirema e Varma

Entrambe spiagge piccole conosciute dai naturisti, dal 2017 è stato imposto il divieto di nudismo.

Queste elencate sono raggiungibili a piedi o in macchina

Mentre in barca è possibile visitare:

Papas

Stupenda spiaggetta a sud di Kalamos

Pikri Nero

Fuori dalle strade a sud-ovest di Ios è protetta dal vento.

Senza dubbio vi sarete accorti l’inizio di questo articolo…Ho esordito con una frase di Omero perché proprio ad Ios pare ci siano i resti del grande poeta greco.

La tomba di Omero

La sua tomba si trova a nord dell’isola in un punto alto e davvero suggestivo. Sono di parte, amando la letteratura greca e la poesia, ma credo ci sia veramente qualcosa di vero nella leggenda di Omero. Da lassù si respira un aria potente, quasi mistica. Ci sono varie fonti che confermano la presenza di Omero ad Ios, una di questa è la profezia dell’oracolo di Delfi che recita le seguenti parole:

Insieme fortunato e sfortunato, troverai casa che anche il paese di tua madre ma non sarà la tua casa. L’Isola di Ios è il paese di tua madre (Climene) ma ti accoglierà da morto, a causa dell’indovinello dei giovani ragazzi”.

L’ultima frase della profezia ha dato adito al mito secondo il quale, il grande poeta morì perché non fu in grado di risolvere l’indovinello postogli da alcuni giovani pescatori dell’isola.

Il fascino dell’ignoto domina tutto.

Omero

Crazy around the world! 😝😎📷🌎🚙 Viaggio in Croazia, tra parchi e città

2018_06_01_12_57_54Ciao amici del blog!🙋🌎🐩

Oggi è il 1 Agosto e sono felice perché tra qualche giorno sarò ad Ios in quel di delle Cicladi nella mia tanto amata Grecia (presto un articolo e relative foto)

img_20180801_184950_8051.jpgNel frattempo però, pubblico il mio viaggio in Croazia, di sicuro la prima di altre visite in questa regione fuori dal tempo.

L’idea era quella di visitare la città di Trieste ma qualcosa di ultraterreno mi ha trasportata nella rigogliosa Croazia!

La prima notte l’ho passata nella natura, in una deliziosa casetta di legno a due passi dal Parco dei Laghi di Plitvice.

 

IMG_20180801_184130_470.jpg

 

 

 

 

IMG_20180801_183144_126.jpg

Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice

 

IMG_20180602_123146.jpg

Situato a metà strada dalla capitale Zagabria e Zara in  Dalmazia, Il parco nazionale dei laghi di Plitvice  (in croato Nacionalni park Plitvička jezera) è un’area naturale protetta, nel complesso montuoso di Lička Plješivica  in un territorio di fitte foreste, ricco di corsi d’acqua, laghi e cascate.

 

 

 

Nel 1949 divenne il primo parco nazionale croato, per poi entrare qualche anno dopo, nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco ( 1979)

Oggi è meta turistica nel Mondo.

 

 

 

 

 

Il parco occupa una superficie di 33.000 ettari e comprende 16 laghi in successione, collegati fra loro da cascate. All’interno del parco si trovano anche numerose grotte di cui solo una piccola parte è agibile. I boschi del parco sono popolati da 157 specie di uccelli, 50 di mammiferi, 321 di lepidotteri (76 di farfalle e 245 di falene) e altri animali, fra i quali l’orso bruno, il cinghiale, il lupo, la lince ed il capriolo.
I laghi sono formati da due fiumi: il Fiume Bianco ed il Fiume Nero, che confluiscono nel fiume Korana. Le acque di questi fiumi sono ricche di sali calcarei (in massima parte carbonato di calcio e carbonato di magnesio), provenienti dalla dissoluzione delle rocce carbonatiche costituenti la struttura geologica del sito.
Questi sali vengono fatti precipitare dalla vegetazione, formando così degli strati di travertino, una roccia sedimentaria recente. Col passare del tempo, questi depositi formano delle vere e proprie dighe naturali che fungono da sbarramenti per l’acqua, crescendo di circa un centimetro ogni anno. Ad un certo punto la pressione dell’acqua rompe questi argini naturali, aprendosi nel terreno nuovi percorsi.

Questo meccanismo, in realtà comune a tutte le acque calcaree, a Plitvice ha assunto una particolare importanza.

Kozjak è il lago del parco di maggiore estensione ed ha una profondità massima di 47 metri che ne fanno anche il lago più profondo.

(Fonte Wikipedia)

IMG_20180801_193951_440